La carta cattiva

Quinta testimonianza di una donna che ha lavorato in Cartiera. Questa, però, è per me molto speciale.

Qualche tempo dopo la presentazione del progetto a Foggia la collega e amica Cinzia Pellegrini  mi racconta di aver conosciuto una signora molto anziana che ha lavorato al Poligrafico. Così lo scorso 10 maggio Cinzia mi accompagna a casa di Elena, novantacinque anni portati con grinta. Non è una vera e propria intervista come ho potuto fare con le altre lavoratrici, ma i ricordi di Elena legati a quel periodo sono nitidi e restituiscono uno spaccato interessante. Del tempo trascorso a casa di Elena ricorderò sempre i suoi occhi chiari che si illuminano quando, in un misto di italiano e dialetto, mi racconta i suoi ricordi. Come se sgranando gli occhi, Elena volesse aggiungere valore al suo racconto.

Elena entra in Cartiera a 14 anni, nel 1933. Quando me lo dice, penso subito all’elenco dei lavoratori trovato in Archivio, ma in una successiva verifica non trovo il suo nome perché Elena smette di lavorare in via del Mare dopo soltanto sei anni. Non ricorda più il  motivo di quell’abbandono, però mi dice che con lei entrarono altre 5 ragazze. L’assunzione avvenne dopo avere presentato domanda direttamente allo stabilimento. Elena lavora alla carta valori e con lei ci sono 22 ragazze. Mentre racconta, a un certo punto si ferma e sgrana gli occhi: “Certi bancali, dovevamo scegliere la carta in piedi”. Ben presto le ragazze fanno amicizia e condividono ogni momento della giornata lavorativa: “mangiavamo il panino portato da casa tutte insieme”. Per andare a lavorare Elena percorreva a piedi 3 chilometri a piedi. Abitava nei pressi del vecchio carcere, quindi in pieno centro storico, e da lì raggiungeva via del Mare. “Poi misero l’autobus”, mi dice ma non ricorda quando. A un certo punto sembra che Elena mi abbia già raccontato tutto, ma si interrompe e mi dice tre parole: “La carta cattiva”. Allora io, Cinzia ed il figlio di Elena la incalziamo per capire meglio. Così Elena spiega che prendevano tre ore di multa, se nella carta che sceglievano finiva anche quella cattiva, cioè non buona per diventare carta valori. Allora le ragazze, quando se ne accorgevano in tempo, correvano a segnalare la cosa al capo reparto in modo da evitare la multa, che consisteva in una decurtazione dallo stipendio. Elena lavora soltanto sei anni in Cartiera, ma il destino la riporta in un certo senso in quel luogo perché qualche anno più tardi sposerà un ragazzo che, invece, lavorerà in via del Mare per quarant’anni.

Mara Cinquepalmi

Giornalista professionista freelance (Pagina99, Wired, Consumatrici.it), mi occupo di datajournalism e comunicazione di genere. Curo i progetti web www.viadelmareracconta.it, uno sguardo di genere sulla Cartiera di Foggia tra data journalism e memoria, e stories.dataninja.it/uncertogeneredisport/, un osservatorio sugli stereotipi sessisti nell'informazione sportiva.

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