Un dataset del dopoguerra

foto-14Negli ultimi due anni ho maturato alcune esperienze di datajournalism (le trovate qui e qui) e così per Viadelmareracconta ho voluto sfruttare questo sapere e gli strumenti del datajournalism per raccontare in maniera nuova i dati d’archivio. Provo a spiegare il making of delle visualizzazioni pubblicate nel sito.

Le visualizzazioni, realizzate con Datawrapper, nascono dalla trascrizione dell’elenco dipendenti contenuto nell’unico fascicolo riguardante il Poligrafico conservato nell’Archivio di Stato di Foggia.
Il fascicolo conserva lettere, memorie, elenchi e sono tutti documenti datati tra il 1943 ed il 1946. Proprio all’agosto 1946 risale l’elenco dei dipendenti: 24 grandi fogli (21 per gli operai, 2 per gli impiegati, 1 per il personale dell’azienda agricola dello stabilimento) battuti a macchina e organizzati come un vero e proprio dataset.
Lo schema dell’elenco è: cognome, nome, paternità, data di assunzione, data di nascita, qualifica, qualifica combattentistica, indirizzo.
Nell’elenco impiegati la qualifica combattentistica precede la qualifica, forse perché è stato redatto da un’altra persona. Nel foglio dei lavoratori dell’azienda agricola, che risulta danneggiato al punto da non riuscire a leggere bene alcuni cognomi, manca la data di nascita e la paternità (che è indicata invece solo per due lavoratori). In questo foglio non sono annotate donne, quindi ho elaborato visualizzazioni di genere solo per operai ed impiegati.
Ho trascritto, dunque, quelle informazioni in un foglio di calcolo e così dai fogli battuti a macchina nel dopoguerra ho ricavato un dataset, punto di partenza delle mie visualizzazioni. Il dataset ottenuto è stato ripulito, nel senso che ho reso omogenei alcuni dati (ad es. gli indirizzi), ho trascritto per esteso le qualifiche, sia quelle lavorative che combattentistiche. Prima di procedere con le visualizzazioni, ho fatto una copia del dataset  e in questa ho eliminato i dati sensibili, come quelli anagrafici.
A quel punto ho incrociato i dati come più mi sembrava interessante: ad esempio, quante donne lavoravano e quali mansioni svolgevano sia per gli operai che per gli impiegati. Altro dato importante è stato mettere in relazione le donne con le qualifiche combattentistiche. Mentre per gli uomini è scontato che abbiano fatto la guerra, soprattutto la seconda guerra mondiale, per le donne non si può dire lo stesso. Sono pochissime quelle che hanno anche la qualifica combattentistica. Perché molte di loro iniziano a lavorare negli anni della guerra? Come accadde nella sede principale a Roma, alcune delle donne in servizio al Poligrafico di Foggia nel 1946 si trovarono ad occupare quel posto in sostituzione di un marito o un fratello in guerra o morto sui campi di battaglia.
Molte altre visualizzazioni sono possibili: ad es. l’età media dei lavoratori e delle lavoratrici, il luogo di residenza (quanti abitavano nel quartiere della Cartiera e quanti nel centro storico?).
Credo che questi siano i vantaggi del datajournalism: usare i dati per raccontare storie e leggere nei dati tante storie nuove.

Mara Cinquepalmi

Giornalista professionista freelance (Pagina99, Wired, Consumatrici.it), mi occupo di datajournalism e comunicazione di genere. Curo i progetti web www.viadelmareracconta.it, uno sguardo di genere sulla Cartiera di Foggia tra data journalism e memoria, e stories.dataninja.it/uncertogeneredisport/, un osservatorio sugli stereotipi sessisti nell'informazione sportiva.

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