La carta cattiva

Quinta testimonianza di una donna che ha lavorato in Cartiera. Questa, però, è per me molto speciale.

Qualche tempo dopo la presentazione del progetto a Foggia la collega e amica Cinzia Pellegrini  mi racconta di aver conosciuto una signora molto anziana che ha lavorato al Poligrafico. Così lo scorso 10 maggio Cinzia mi accompagna a casa di Elena, novantacinque anni portati con grinta. Non è una vera e propria intervista come ho potuto fare con le altre lavoratrici, ma i ricordi di Elena legati a quel periodo sono nitidi e restituiscono uno spaccato interessante. Del tempo trascorso a casa di Elena ricorderò sempre i suoi occhi chiari che si illuminano quando, in un misto di italiano e dialetto, mi racconta i suoi ricordi. Come se sgranando gli occhi, Elena volesse aggiungere valore al suo racconto.

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Casi particolarmente pietosi di elementi femminili

Il titolo di questo post si riferisce ad una delle situazioni che il direttore generale Tatafiore elenca in una lettera al Prefetto datata 12 settembre 1945. Il documento è successivo, di qualche mese, alla memoria che il commissario Momigliano scriveva nell’aprile di quell’anno al prefetto Palamara.

Questa lettera è interessante perché restituisce uno spaccato della situazione della Cartiera in un momento storico molto delicato e, in particolare, delle donne che lavoravano.

L’ultimo paragrafo della lettera si intitola “Casi particolarmente pietosi di elementi femminili“. Questa è la trascrizione del paragrafo (ma i grassetti sono miei) così come compare nell’originale conservato nell’Archivio di Stato:

Come da disposizioni impartite da Vs/Eccellenza, questa Direzione nulla ha da obiettare alla decisione presa di investire il Comitato appositamente nominato, del compito di procedere ad una revisione degli elementi femminili attualmente in servizio, per la eventuale sostituzione di alcuni elementi con casi particolarmente pietosi (vedove con forti carichi familiari ecc.) Facevamo presente e confermiamo che, se fatto gradualmente, e per un numero limitato, la lavorazione potrà non risentire gravi conseguenze dal fatto che elementi pratici siano sostituiti da elementi non pratici. Comunque, non si può a meno di segnalare che il ns/Stabilimento aveva in servizio, prima della guerra, quasi 700 donne e che oggi ne ha solamente 130, nè è da prevedere possibili allargamenti in questo campo dato i limitati compiti che esse possono svolgere ed i criteri restrittivi ai quali bisogna attenersi in merito alle assunzioni di personale femminile. Ne consegue che fra le 500 e più donne, già ns/ lavoranti, ed oggi senza lavoro, vi sono casi non meno pietosi di quelli segnalati e riteniamo che sia doveroso dare a queste una certa precedenza.

E’ superfluo aggiungere che la responsabilità di allontanamenti dal lavoro per sostituzioni non può accollarsela questa Direzione ma solo il Comitato preposto a tal compito.

Grati all’Eccellenza Vostra per l’interessamento che porta alla soluzione dei problemi di questa industria, ci professiamo con osservanza.

1945, una memoria del commissario Momigliano

Nel fascicolo conservato nell’Archivio di Stato di Foggia c’è una memoria che il commissario straordinario Momigliano redige per il prefetto Palamara nell’aprile 1945 sulla situazione dello Stabilimento.

In quel periodo la preoccupazione maggiore riguarda la presenza di ex fascisti tra i lavoratori, ma anche il perdurare dell’occupazione della fabbrica da parte degli Alleati. Delle tre pagine dattiloscritte riporto alcuni brani ed evidenzio in grassetto le parti che considero di particolare interesse.

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La fabbrica di carta

La mia ricerca archivistica inizia nel settembre 2012 con una richiesta all’ufficio stampa dell’Ipzs che, dopo alcune telefonate ed e-mail, mi invita a rivolgermi all’Archivio Centrale di Stato o a quello di Foggia. L’Archivio Centrale, pochi giorni dopo la mia richiesta, mi comunica che: “presso l’Archivio centrale dello Stato non è stato effettuato nessun versamento di documentazione inerente al Poligrafico”. A questo punto decido di contattare l’Archivio di Foggia. Dopo una prima telefonata durante la quale mi dicono che non risultano documenti sulla Cartiera, dopo pochi giorni il direttore Iazzetti mi informa via mail che “è stato rinvenuto un elenco del personale in servizio nel Poligrafico nell’anno 1946”.

Nel giro di qualche settimana organizzo la mia prima visita a Foggia ed il 31 ottobre 2012 sono nelle sale di via XX Settembre, dove tornerò altre due volte.

L’Archivio di Stato di Foggia conserva soltanto un fascicolo di carte sulla Cartiera. Si tratta del Fascicolo 7/3 – Prefettura Gabinetto b.41 f.7/3. Quella che segue è la descrizione di quanto contenuto nel fascicolo.
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1946, operaie e guerra

Le operaie sono la forza lavoro più numerosa rilevata nell’elenco dei dipendenti. Come per le impiegate, così per le operaie ho voluto vedere con quali qualifiche combattentistiche risultano nell’elenco.

Ricordiamo: gli operai sono 1441 e di questi soltanto 146 sono donne. Come si evince dal grafico, sono 144 le operaie che non risultano avere la qualifica, mentre sono 2 quelle indicate come reduci. Purtroppo non ci sono altre notizie se non queste semplici annotazioni.

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Un dataset del dopoguerra

foto-14Negli ultimi due anni ho maturato alcune esperienze di datajournalism (le trovate qui e qui) e così per Viadelmareracconta ho voluto sfruttare questo sapere e gli strumenti del datajournalism per raccontare in maniera nuova i dati d’archivio. Provo a spiegare il making of delle visualizzazioni pubblicate nel sito.

Le visualizzazioni, realizzate con Datawrapper, nascono dalla trascrizione dell’elenco dipendenti contenuto nell’unico fascicolo riguardante il Poligrafico conservato nell’Archivio di Stato di Foggia.
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Tra le pagine

Non c’è lavoro che non sia accompagnato da una ricerca bibliografica.

Una delle prime piste seguite per questo lavoro è stata proprio la ricerca fra le fonti bibliografiche, ma ben presto ho constatato che non esiste una storia della Cartiera. Sono, invece, tante le pubblicazioni che, sotto diversi punti di vista, ne parlano.

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1946, le impiegate: quante sono e quali mansioni svolgono

Nel 1946 la Cartiera di Foggia, stando sempre all’elenco conservato nell’Archivio Storico, conta 76 impiegati: 70 uomini e 6 donne.

Dopo quella sulle operaie, questa visualizzazione mostra la presenza di uomini e donne tra gli impiegati.

Quanto alle mansioni, per gli impiegati l’elenco riporta: capo computista, capo officina, capo officina principale, capo servizio, capo ufficio, computista, computista capo, impiegato di concetto, ingegnere, ingegnere capo e vice capo officina.

 

1946, le operaie: quante sono e quali mansioni svolgono

Gli operai sono la forza lavoro più numerosa dello stabilimento. L’elenco, conservato nell’Archivio storico di Foggia e risalente all’agosto 1946, conta 1441 operai. Di questi, come elaborato in questa infografica, le donne sono soltanto 146.

Con questa visualizzazione comincio un approfondimento, grazie agli strumenti del datajournalism, della lettura di genere.

Quali mansioni svolgevano le operaie? Dall’elenco risultano tre qualifiche:  apprendista, operaio e capo operaio. Nessuna donna risulta apprendista e soltanto 4 sono capo operaio.